Saparmyrat Ataýewiç Nyýazow – soprannominato “turkmenbashi” [capo di tutti i turkmeni] nasce nel 1940.
Il padre muore durante la seconda guerra mondiale combattendo contro i nazisti, ed il resto della sua famiglia muore durante un terremoto nel 1948. Lui cresce in un orfanotrofio sovietico. [E poi dicono che uno non deve incazzarsi]. Nel ’62 entra a far parte del Partito Comunista e con una ascesa vertiginosa ne diviene presto il leader indiscusso.
Nel 1991 dopo la caduta dell’ Unione Sovietica si elegge Presidente a vita del Turkmenistan e impone un po’ di cosette simpatiche:
• Vieta le biblioteche pubbliche perché gli unici libri ammessi sono quelli da lui scritti; • Vieta l’opera, il cinema, il teatro e il circo e scioglie la filarmonica; • Vieta i video games; • Vieta l’insegnamento delle lingue straniere; • La lingua russa è bandita dall’informazione pubblica; • Introduce l’alfabeto turkmeno basato sul latino in luogo del cirillico; • Invalida i diplomi di scuola media superiore conseguiti al di fuori dello stato; • Porta la durata della scolarizzazione obbligatoria da 12 a 10 anni; • Il numero degli studenti crolla da 30.000 a 3.000; • Crea un programma di ingegneria sociale atto a forgiare una nuova generazione creata a sua immagine e somiglianza.
I giornali , la televisione e tutti i media sono da lui fondati e controllati. In Turkmenistan fanno sfoggio palazzi di lusso stile vecchia URSS per i grandi dirigenti mentre alcune classi sociali non hanno nemmeno l’acqua potabile.
Nel 2006 l’UE gli ha detto che se faceva il bravo avrebbero potuto anche accoglierlo in Europa [bravi!] non senza un motivo: il sig. Niyazov, insieme ai suoi parenti di Kazakhistan e Uzbekistan controlla l’impero di gas naturale che gli passa sotto il culo. Lui rispose che si sarebbe impegnato e forse avrebbe concesso le libere elezioni a partire dal 2010.
Si calcola che sotto il suo diretto controllo siano depositati all’estero somme valutate in oltre 3 miliardi di dollari, 2 dei quali depositati presso la Deutsche Bank in Germania. E qui è il caso si dire “pecunia non olet”.
E’ morto oggi – 21 dicembre 2006 per un arresto cardiaco [si vabbè].
Un anacronistico e singolare personaggio sempre più raro a trovarsi.
Nonostante l’impegno di Niyazov, il Turkmenistan - uno stato dove il semplice dissenso è considerato reato - non supera mai l’ottavo posto secondo l’autorevole classifica USA dei cosiddetti paesi canaglia.
Ma vai a quel paese. Esisterebbe una regòla non scritta che i capi di stato sono praticamente incassabili. Questo era pure in carica. Anche Pinochet era un criminale. Questa non mi è piaciuta caro Poppy.
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Saparmyrat Ataýewiç Nyýazow – soprannominato “turkmenbashi” [capo di tutti i turkmeni] nasce nel 1940.
Il padre muore durante la seconda guerra mondiale combattendo contro i nazisti, ed il resto della sua famiglia muore durante un terremoto nel 1948.
Lui cresce in un orfanotrofio sovietico. [E poi dicono che uno non deve incazzarsi].
Nel ’62 entra a far parte del Partito Comunista e con una ascesa vertiginosa ne diviene presto il leader indiscusso.
Nel 1991 dopo la caduta dell’ Unione Sovietica si elegge Presidente a vita del Turkmenistan e impone un po’ di cosette simpatiche:
• Vieta le biblioteche pubbliche perché gli unici libri ammessi sono quelli da lui scritti;
• Vieta l’opera, il cinema, il teatro e il circo e scioglie la filarmonica;
• Vieta i video games;
• Vieta l’insegnamento delle lingue straniere;
• La lingua russa è bandita dall’informazione pubblica;
• Introduce l’alfabeto turkmeno basato sul latino in luogo del cirillico;
• Invalida i diplomi di scuola media superiore conseguiti al di fuori dello stato;
• Porta la durata della scolarizzazione obbligatoria da 12 a 10 anni;
• Il numero degli studenti crolla da 30.000 a 3.000;
• Crea un programma di ingegneria sociale atto a forgiare una nuova generazione creata a sua immagine e somiglianza.
I giornali , la televisione e tutti i media sono da lui fondati e controllati.
In Turkmenistan fanno sfoggio palazzi di lusso stile vecchia URSS per i grandi dirigenti mentre alcune classi sociali non hanno nemmeno l’acqua potabile.
Nel 2006 l’UE gli ha detto che se faceva il bravo avrebbero potuto anche accoglierlo in Europa [bravi!] non senza un motivo: il sig. Niyazov, insieme ai suoi parenti di Kazakhistan e Uzbekistan controlla l’impero di gas naturale che gli passa sotto il culo. Lui rispose che si sarebbe impegnato e forse avrebbe concesso le libere elezioni a partire dal 2010.
Si calcola che sotto il suo diretto controllo siano depositati all’estero somme valutate in oltre 3 miliardi di dollari, 2 dei quali depositati presso la Deutsche Bank in Germania.
E qui è il caso si dire “pecunia non olet”.
E’ morto oggi – 21 dicembre 2006 per un arresto cardiaco [si vabbè].
Un anacronistico e singolare personaggio sempre più raro a trovarsi.
Nonostante l’impegno di Niyazov, il Turkmenistan - uno stato dove il semplice dissenso è considerato reato - non supera mai l’ottavo posto secondo l’autorevole classifica USA dei cosiddetti paesi canaglia.
Si
no. è un criminale
Ma vai a quel paese.
Esisterebbe una regòla non scritta che i capi di stato sono praticamente incassabili.
Questo era pure in carica. Anche Pinochet era un criminale.
Questa non mi è piaciuta caro Poppy.
Da!
si
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