Elliot Welles [Kurt Sauerquell], ebreo austriaco, classe 1927, è un sopravvissuto all’Olocausto e – dopo la II Guerra Mondiale – insieme a Simon Wiesenthal, uno dei maggiori cacciatori di nazisti. E’ stato per 20 anni a capo della Anti Defamation League [Lega anti-diffamazione] del popolo ebraico. Era considerato uno dei migliori “identificatori”, ha collaborato per anni con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
Welles è salito alla ribalta della cronaca per il caso di “Boleslav Maikovskis”, un lettone filo-nazista, comandante di polizia, che ordinò l’uccisione di 200 suoi connazionali. Maikovskis fu condannato a morte dal governo sovietico nel 1965, ma restò a vivere bello tranquillo in un paesino nello stato di New York dove era fuggito subito dopo la guerra, ma Welles lo scoprì. Si mise sulle sue tracce fino a quando questi chiese asilo politico in Germania Ovest. Welles viene a conoscenza delle precarie condizioni di salute di Maikovskis e interrompe la caccia. nel 1996 Maikovskis muore.
Welles scova anche Josef Schwammberger, il comandante di un laboratorio di un campo di lavoro nazista, che viveva in Argentina da 40 anni. Riesce a farlo estradare in Germania e nel 1992 viene condannato all’ergastolo. Muore in prigione nel 2004.
Welles e la madre, subito dopo l’inizio della guerra furono deportati a Riga in Lettonia; lui sopravvisse ma per la madre non fu così, fu ordinata un’esecuzione subito dopo che furono scesi dal pullman, solo i bambini furono risparmiati. Lui non dimenticò né i nomi, né i volti dei responsabili, e nel 1976 scova in Germania l’ufficiale delle SS responsabile del massacro. Lo fa incriminare, ma viene condannato solo per crimini minori e sconta solo due anni su tre della sentenza. [cornuto e mazziato]
Elliott Welles confessò un giorno di avere scelto questo cognome in omaggio a Orson Welles, del quale era grande ammiratore.
Muore di infarto a New York, dove viveva, il 28 novembre 2006.
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Elliot Welles [Kurt Sauerquell], ebreo austriaco, classe 1927, è un sopravvissuto all’Olocausto e – dopo la II Guerra Mondiale – insieme a Simon Wiesenthal, uno dei maggiori cacciatori di nazisti.
E’ stato per 20 anni a capo della Anti Defamation League [Lega anti-diffamazione] del popolo ebraico.
Era considerato uno dei migliori “identificatori”, ha collaborato per anni con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
Welles è salito alla ribalta della cronaca per il caso di “Boleslav Maikovskis”, un lettone filo-nazista, comandante di polizia, che ordinò l’uccisione di 200 suoi connazionali.
Maikovskis fu condannato a morte dal governo sovietico nel 1965, ma restò a vivere bello tranquillo in un paesino nello stato di New York dove era fuggito subito dopo la guerra, ma Welles lo scoprì. Si mise sulle sue tracce fino a quando questi chiese asilo politico in Germania Ovest. Welles viene a conoscenza delle precarie condizioni di salute di Maikovskis e interrompe la caccia. nel 1996 Maikovskis muore.
Welles scova anche Josef Schwammberger, il comandante di un laboratorio di un campo di lavoro nazista, che viveva in Argentina da 40 anni. Riesce a farlo estradare in Germania e nel 1992 viene condannato all’ergastolo. Muore in prigione nel 2004.
Welles e la madre, subito dopo l’inizio della guerra furono deportati a Riga in Lettonia; lui sopravvisse ma per la madre non fu così, fu ordinata un’esecuzione subito dopo che furono scesi dal pullman, solo i bambini furono risparmiati.
Lui non dimenticò né i nomi, né i volti dei responsabili, e nel 1976 scova in Germania l’ufficiale delle SS responsabile del massacro. Lo fa incriminare, ma viene condannato solo per crimini minori e sconta solo due anni su tre della sentenza. [cornuto e mazziato]
Elliott Welles confessò un giorno di avere scelto questo cognome in omaggio a Orson Welles, del quale era grande ammiratore.
Muore di infarto a New York, dove viveva, il 28 novembre 2006.
Si
Si
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